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Regione Lombardia

Bando Imprese storiche verso il futuro 2024

FONDI DISPONIBILI
★ 3/5
COMPLESSITÀ
★ 3/5
MODULISTICA
★ 3/5
In sintesi
TIPO DI CONTRIBUTO: Contributo a fondo perduto
TERRITORIO: Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio, Varese
SETTORI: Artigianato, Commercio
DESTINATARI: Medie Imprese, Micro Imprese, Piccole Imprese
TIPO DI INVESTIMENTO: Consulenze e servizi, Formazione, Innovazione digitale, Investimenti in beni strumentali, Ricerca sviluppo e innovazione
INVESTIMENTI AMMISSIBILI:

Attrezzature e Macchinari, Consulenze/Servizi, Innovazione Digitale, Formazione, Impiantistica, Ricerca e Sviluppo

ENTITÀ AGEVOLAZIONE:

Contributo pari al 50% delle spese ammissibili massimo Euro 30.000

STATO INCENTIVO:

Bando In apertura
DATA DI APERTURA:
non ancora ufficialiazzata
DATA DI CHIUSURA:
non ancora ufficializzata
ULTIMO AGGIORNAMENTO:
08/03/2024

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Supportare le attività storiche e di tradizione iscritte nell’apposito elenco regionale, promuovendo interventi e misure di sostegno dirette al restauro e alla conservazione immobiliare, insegne, attrezzature, macchinari, arredi, finiture e decori originali legati all’attività storica, allo sviluppo, all’innovazione e al miglioramento della qualità dei servizi, all’incremento dell’attrattività dei centri urbani e dei luoghi storici del commercio, alla valorizzazione di vie storiche e di itinerari turistici e commerciali, al passaggio generazionale e della trasmissione di impresa.

Le imprese richiedenti dovranno soddisfare i seguenti requisiti:

  • essere iscritte nell’elenco regionale delle attività storiche e di tradizione di cui all’art. 148 ter della legge regionale 6/2010;
  • essere iscritte e attive al Registro Imprese delle Camere di Commercio della Lombardia;
  • avere la sede operativa o l’unità locale oggetto di intervento sul presente Bando attiva al Registro Imprese di una delle Camere di Commercio della Lombardia;
  • essere in regola con il pagamento del diritto camerale annuale;
  • avere legali rappresentanti, amministratori (con o senza poteri di rappresentanza), soci e tutti i soggetti indicati all’art. 85 del D.lgs. 06/09/2011, n. 159 per i quali non sussistano cause di divieto, di decadenza, di sospensione previste dall’art. 67 del medesimo D. Lgs. 06/09/2011, n. 159 (c.d. Codice delle leggi antimafia);
  • non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi situazione equivalente secondo la normativa vigente;
  • essere in regola con gli obblighi contributivi, come attestato dal Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC).

 

 

L’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto pari al massimo del 50% delle sole spese considerate ammissibili al netto di IVA. Il contributo è concesso nel limite massimo di Euro 30.000,00 e l’investimento minimo è fissato in Euro 5.000,00 al netto di IVA. L’agevolazione è concessa a fronte di un budget di spesa liberamente composto da spese in conto capitale e spese di parte corrente, con un minimo di spese in conto capitale pari al 50% del totale.

L’agevolazione è da imputare specificamente a copertura delle spese in conto capitale e non può pertanto essere superiore all’importo di quest’ultime. Laddove le spese di parte corrente fossero superiori al 50%, queste saranno considerate non ammissibili per la parte eccedente il 50% e, nel caso ciò impattasse sull’agevolazione concedibile, questa sarà ridotta di conseguenza. Sono ammessi anche progetti che prevedano esclusivamente spese in conto capitale.

Sono ammesse a contributo le spese in conto capitale, per l’acquisto e la relativa installazione (ivi compresi montaggio e trasporto), al netto dell’IVA, elencate di seguito:

  • allestimenti, attrezzature, arredi funzionali alla riqualificazione dell’unità locale;
  • interventi innovativi di efficientamento energetico (coibentazione, sostituzione di serramenti, climatizzazione e riscaldamento, mediante l’utilizzo di materiali, prodotti e tecnologie innovative);
  • realizzazione o rifacimento di impianti (elettrico, termico, idrico, di sicurezza, di domotica, di robotica…);
  • opere murarie e assimilate, funzionali a interventi di riqualificazione, restauro e conservazione;
  • acquisto di software (licenze per programmi e piattaforme e-commerce…);
  • installazione di connettività dedicata;
  • interventi di restauro e/o conservazione di decori, di arredi mobili storici e/o di pregio, di insegne storiche e/o di pregio, di vetrine di pregio per il fronte stradale, di attrezzi, utensili e macchinari di particolare pregio e/o riferiti a tecniche di produzione tradizionali,
  • compresi interventi di revamping;
  • acquisto di soluzioni e sistemi digitali per l’organizzazione del back-end;
  • acquisto di soluzioni e sistemi digitali a supporto dell’omnicanalità e per lo sviluppo di servizi di front-end e customer experience nel punto vendita;
  • acquisto di tecnologie e/o soluzioni digitali per l’integrazione tra saper fare tradizionale e innovazione dei processi produttivi;
  • acquisto e messa in opera, nelle unità locali di svolgimento dell’attività, di allestimenti relativi a progetti finalizzati ad accrescere
  • l’attrattività dei centri urbani e degli addensamenti dei luoghi storici del commercio.

Possono essere ricomprese nel budget di progetto le spese in conto corrente al netto dell’IVA elencate di seguito:

  • spese per attività formativa, di aggiornamento professionale e manageriale;
  • spese per servizi di consulenza (organizzativa, finanziaria, commerciale, tecnica, di comunicazione, di progettazione degli interventi, ecc).

Non sono ammessi a contributo interventi di semplice manutenzione ordinaria e adeguamenti previsti dalla legge delle unità locali sedi delle attività storiche.

L’investimento minimo è fissato in Euro 5.000 al netto di I.V.A.

Le spese dovranno essere fatturate a partire dalla data di pubblicazione della d.g.r. “Approvazione dei criteri attuativi per il bando Imprese storiche verso il futuro 2024” ed entro e non oltre il 31 dicembre 2025 salvo proroga.

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