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Accesso al credito in Lombardia: in affanno Piccole Imprese e Artigiani

Secondo il Rapporto di Unioncamere Lombardia 2025, il credito alle imprese lombarde viaggia a due velocità: industria e servizi mostrano segnali di stabilità, artigianato e microimprese restano in affanno

Il 2025 si conferma un anno complesso per l’accesso al credito delle imprese italiane. Dopo mesi di condizioni restrittive, la recente riduzione dei tassi da parte della Banca Centrale Europea ha portato un primo allentamento, ma le micro e piccole realtà continuano a incontrare ostacoli significativi nell’ottenere finanziamenti.

È quanto emerge dal rapporto di Unioncamere Lombardia sull’accesso al credito, pubblicato ad agosto 2025, che fotografa la situazione regionale con uno sguardo approfondito sui diversi comparti economici.

INDUSTRIA PIÙ INDEBITATA, SERVIZI PIÙ EQUILIBRATI

Secondo l’analisi, le imprese industriali e artigiane sono quelle più esposte a un forte livello di indebitamento: oltre il 30% registra un indice superiore a 1, segno di una dipendenza elevata dai finanziamenti bancari. Una condizione legata alla natura stessa delle attività produttive, che richiedono investimenti costanti in macchinari, impianti e scorte.

Al contrario, commercio e servizi mostrano una situazione più equilibrata: solo il 25% delle imprese risulta fortemente indebitato, grazie a modelli organizzativi più snelli e meno capital-intensive.

LE RAGIONI DEL CREDITO

Le motivazioni dell’accesso al credito cambiano a seconda del settore. Nell’industria prevalgono gli investimenti produttivi e digitali, insieme a interventi di efficientamento energetico che hanno interessato quasi un’impresa su cinque. Anche l’artigianato segue lo stesso orientamento, seppur con numeri più contenuti.

Nei servizi e nel commercio, invece, la priorità resta la liquidità di cassa, fondamentale per affrontare le incertezze del mercato. Non mancano comunque investimenti in attrezzature e soluzioni digitali, sempre più strategici per la competitività.

CONDIZIONI IN LIEVE MIGLIORAMENTO, MA NON PER TUTTI

Sul fronte delle condizioni applicate, il quadro appare in chiaroscuro. Una parte significativa delle imprese industriali, commerciali e dei servizi segnala un miglioramento nei tassi di interesse e nel costo complessivo del credito. Per l’artigianato, invece, la situazione resta critica: il 32% delle imprese denuncia condizioni peggiorate, contro appena il 23% che parla di miglioramenti.

RIMBORSO DEL CREDITO, UNA PREOCCUPAZIONE REALE

Un altro dato preoccupante riguarda la sostenibilità finanziaria. Se in media il 19% delle imprese lombarde ammette di temere di non riuscire a rimborsare i debiti, tra gli artigiani la quota sale al 30%. Un segnale evidente delle difficoltà strutturali che colpiscono le realtà più piccole, meno attrezzate per resistere agli shock esterni.

CONCLUSIONI

Il rapporto conferma quindi una dinamica a due velocità. Da un lato, industria, commercio e servizi mostrano segnali di stabilizzazione e qualche miglioramento nell’accesso al credito. Dall’altro, artigianato e microimprese restano in forte affanno, con preoccupazioni crescenti sulla tenuta finanziaria.

La sfida per i prossimi mesi sarà quella di sostenere proprio queste realtà, ampliando gli strumenti di garanzia, incentivando investimenti in digitalizzazione ed energia e favorendo condizioni di credito più inclusive. Solo così il sistema produttivo lombardo potrà affrontare con maggiore solidità le incertezze del contesto economico internazionale.

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Fonte: Unioncamere Lombardia – Funzione Informazione Economica.
I dati del rapporto sono protetti da licenza “Creative Commons”.

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