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Bando Nazionale

Iperammortamento 2026

FONDI DISPONIBILI
★ 5/5
COMPLESSITÀ
★ 4/5
MODULISTICA
★ 4/5
L’Iperammortamento 2026 è un incentivo fiscale pensato per sostenere la competitività delle imprese italiane, favorendo l’acquisto di macchinari, software e tecnologie 4.0.
L’agevolazione permette di abbattere drasticamente le imposte (IRES), grazie a una maggiorazione del valore deducibile del bene che arriva fino al 180%. In termini concreti, questo si traduce in un risparmio fiscale netto superiore al 40% del costo dell’investimento, permettendo alle aziende di recuperare quasi la metà della spesa effettuata sotto forma di minori tasse nel quinquennio.
In sintesi
TIPO DI CONTRIBUTO: Credito d’Imposta
TERRITORIO: Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio, Tutte, Varese, Verona
SETTORI: Tutti
DESTINATARI: Artigiani e Commercianti, Grandi imprese, Liberi professionisti, Medie Imprese, Micro Imprese, Piccole Imprese, Startup innovative
TIPO DI INVESTIMENTO: Innovazione digitale, Investimenti in beni strumentali, Liquidità, Transizione ecologica
INVESTIMENTI AMMISSIBILI:

Sono agevolabili gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati a partire dal 1° gennaio 2026. Il beneficio viene fruito sotto forma di minori imposte (IRES) durante il periodo di ammortamento del bene (solitamente 5 anni).

ENTITÀ AGEVOLAZIONE:

L’agevolazione prevede una maggiorazione del valore fiscale del bene fino al 180%, che si traduce in un risparmio IRES netto fino al 43,2% dell’investimento. Il beneficio è scaglionato: 180% fino a 2,5 milioni €, 100% fino a 10 milioni € e 50% fino a 20 milioni €

STATO INCENTIVO:

Bando In apertura
DATA DI APERTURA:
10/06/2026
DATA DI CHIUSURA:
30 settembre 2028
ULTIMO AGGIORNAMENTO:
4 maggio 2026 (Firma del Decreto Attuativo).

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Una maxi-deduzione fiscale che permette alle imprese di recuperare quasi la metà del costo di acquisto di nuovi macchinari e software 4.0. Le nuove regole 2026 eliminano il vincolo “Made in EU” per i macchinari ma impongono la perizia tecnica per ogni importo e vietano l’agevolazione per i software in Cloud (SaaS).

Legge di Bilancio 2026 (Allegati IV e V); Decreto Attuativo Transizione 5.0 del 4 maggio 2026.

Possono accedere all’agevolazione tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, a prescindere da:
    • Forma giuridica (società di capitali, società di persone, ditte individuali);
    • Settore economico di appartenenza;
    • Dimensione aziendale (PMI e Grandi Imprese);
    • Regime fiscale di determinazione del reddito.

Condizioni di ammissibilità
Per beneficiare dell’iperammortamento, le imprese devono soddisfare i seguenti requisiti:
    • Regolarità contributiva: Essere in regola con il DURC e con le norme in materia di sicurezza sul lavoro.
    • Adempimenti fiscali: Non essere destinatarie di sanzioni interdittive e risultare in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
    • Stato aziendale: L’impresa non deve trovarsi in stato di liquidazione volontaria, fallimento o altre procedure concorsuali.
    • Pianificazione fiscale: Per massimizzare il beneficio finanziario, è opportuno che l’impresa preveda una capacità di generare reddito imponibile costante nel tempo. Poiché la maggiorazione del costo si traduce in quote di ammortamento annue, il risparmio fiscale effettivo si realizza solo in presenza di utili da abbattere.

L’incentivo consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile dei beni strumentali nuovi, che permette di ottenere un risparmio d’imposta (IRES) proporzionale all’entità dell’investimento. La misura del beneficio è strutturata in tre scaglioni decrescenti:
Importo dell’investimento (per anno) Maggiorazione del valore Beneficio Fiscale Reale (IRES 24%)
Fino a € 2.500.000 +180% ~43,2% del costo del bene
Da € 2.500.001 a € 10.000.000 +100% ~24% del costo del bene
Da € 10.000.001 a € 20.000.000 +50% ~12% del costo del bene
Questi livelli di sostegno rendono la programmazione di nuovi investimenti un’opportunità irrinunciabile per migliorare la competitività e la sostenibilità della tua impresa.
Modalità di acquisizione e Cumulabilità
Per massimizzare la flessibilità finanziaria della tua azienda, l’agevolazione è accessibile per:
    • Acquisto diretto del bene.
    • Locazione finanziaria (Leasing).

Nota sulla Cumulabilità:
La misura è cumulabile con altri incentivi, a condizione che il costo oggetto della maggiorazione sia calcolato al netto di eventuali altri contributi pubblici ricevuti per i medesimi beni. Questo garantisce la massima trasparenza e il rispetto dei limiti previsti dalle normative vigenti.

Progetti di digitalizzazione dei processi produttivi tramite l’acquisto e l’interconnessione di beni materiali (macchinari, robot) e immateriali (software) elencati negli allegati di legge. Sono ammessi anche impianti fotovoltaici ad alta efficienza per l’autoproduzione energetica.

1) Beni Strumentali 4.0 (Materiali e Immateriali)

Rientrano nell’agevolazione i beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione digitale e tecnologica (paradigma Industria 4.0), elencati negli Allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026.

  • Investimenti in beni materiali (macchinari, impianti e attrezzature) e immateriali (software gestionali, applicativi e soluzioni digitali integrati con i processi produttivi)
  • Requisito chiave: I beni devono essere interconnessi ai sistemi gestionali aziendali o alla rete di fornitura.
  • Software: Sono ammissibili solo i beni immateriali acquistati in proprietà (licenze permanenti). Restano attualmente esclusi i canoni SaaS (Software as-a-Service).

2) Impianti per Energie Rinnovabili

  • Beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta.
  • Vincolo restrittivo per il Fotovoltaico: Per il solare, il requisito “Made in Europe” resta obbligatorio e rigoroso. Per l’Iperammortamento sono ammessi solo i moduli iscritti nel Registro dei Moduli Fotovoltaici (gestito dal GSE) previsto dalla normativa:
    • Categoria B: Moduli e celle entrambi prodotti in UE (efficienza 23,5%).
    • Categoria C: Moduli ad alta tecnologia prodotti in UE (efficienza 24,0%).
    • Nota: La Categoria A è esclusa da questa specifica misura.
  • Limiti di Potenza e spesa (Allegato 1 del decreto):
  1. Dimensionamento (Regola del 105%): La producibilità massima attesa dell’impianto non può superare il 105% del fabbisogno energetico annuale della struttura produttiva. Il fabbisogno si calcola sommando i consumi elettrici e termici dell’esercizio precedente.
  2. Massimali di Costo: Il beneficio si applica entro limiti di spesa specifici per kW installato. Ad esempio, per il fotovoltaico (Categoria B), i massimali variano da 1.420 €/kW (per impianti ≤ 20 kW) fino a 840 €/kW (per impianti > 1000 kW).
  3. Localizzazione: Gli impianti devono trovarsi sulla medesima particella catastale della struttura produttiva o essere collegati tramite il medesimo punto di prelievo (POD).

 

Per garantire un monitoraggio rigoroso della spesa pubblica, il decreto attuativo ha introdotto un iter più complesso che prevede cinque comunicazioni obbligatorie tramite la piattaforma GSE:

1) Comunicazione preventiva: da inviare prima dell’avvio degli investimenti.

2) Comunicazione di conferma: entro 60 giorni, attestando il pagamento di un acconto pari ad almeno il 20%.

3) Comunicazione di completamento: da inviare a chiusura dell’investimento.

4) Comunicazione periodica annuale (entro il 20 gennaio): per aggiornare il GSE sullo stato degli investimenti e la previsione di fruizione del beneficio.

5) Comunicazione integrativa (entro il 30 giugno): per indicare il piano di ammortamento e le quote di incentivo effettivamente imputate in ciascun esercizio.

Perizia e Certificazione: La semplificazione per gli investimenti “piccoli” è stata eliminata. La perizia tecnica asseverata è ora obbligatoria per tutti gli importi, anche per beni di costo inferiore a 300.000 euro. Resta confermato l’obbligo della certificazione contabile rilasciata da un revisore legale per attestare l’effettivo sostenimento delle spese.

Polizza catastrofale: non obbligatoria per l’iperammortamento
Il Codice degli incentivi fiscali prevede in linea generale l’obbligo di polizza assicurativa a copertura dei danni catastrofali. Tuttavia, l’articolo 9 dello stesso Codice esclude espressamente le attività istruttorie valutative da questo obbligo — categoria in cui rientra l’iperammortamento. Non è quindi una condizione necessaria per accedere all’incentivo.

L’impresa deve inviare una Comunicazione di Completamento a chiusura dell’investimento. Successivamente, sono obbligatorie due comunicazioni annuali (20 gennaio e 30 giugno) per rendicontare le quote di incentivo effettivamente utilizzate e il piano di ammortamento. È necessaria anche la certificazione contabile del revisore legale.

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