L’iperammortamento è tornato! Con la Legge di Bilancio 2026 lo Stato italiano ha reintrodotto uno degli strumenti di pianificazione fiscale più potenti per le imprese italiane: la possibilità di dedurre fiscalmente fino al 180% del costo di acquisto dei beni strumentali 4.0. Non è un credito d’imposta immediato, ma una riduzione strutturale del reddito imponibile che, nel tempo, vale decine o centinaia di migliaia di euro.
La finestra è ampia: investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Come funziona l’iperammortamento: la logica in parole semplici
L’ammortamento ordinario consente di dedurre ogni anno una quota del costo del bene acquistato. L’iperammortamento moltiplica quella quota applicando una maggiorazione sul valore fiscalmente rilevante. Il bene continua ad essere ammortizzato nei suoi anni naturali (es. 5 anni), ma ogni anno la deduzione è enormemente più alta. Non cambia nulla in bilancio civilistico: l’agevolazione opera esclusivamente nella dichiarazione dei redditi, come variazione in diminuzione dell’imponibile IRES o IRPEF.
Le aliquote: un sistema a scaglioni
La maggiorazione non è uguale per tutti: cresce con l’investimento, con logica progressiva per scaglioni applicata su base annuale:
| Importo investimento agevolabile (per anno) | Maggiorazione | Beneficio fiscale (IRES 24%) |
| Fino a € 2.500.000 | +180% | ~43,2% del costo |
| Da € 2.500.001 a € 10.000.000 | +100% | ~24% del costo |
| Da € 10.000.001 a € 20.000.000 | +50% | ~12% del costo |
| Oltre € 20.000.000 | Non agevolabile | — |
Esempio numerico: quanto vale concretamente?
Un’azienda manifatturiera acquista un robot industriale con sistema CNC per € 300.000, ammortizzabile in 5 anni:
| Voce | Ammortamento ordinario | Iper-Ammortamento | Differenza |
| Quota annua deducibile | € 60.000 | € 168.000 | +€ 108.000/anno |
| Risparmio IRES annuo (24%) | € 14.400 | € 40.320 | +€ 25.920/anno |
| Risparmio totale (5 anni) | € 72.000 | € 201.600 | +€ 129.600 |
In pratica: ogni euro investito in beni agevolabili nel primo scaglione genera un risparmio fiscale complessivo di € 0,432 — quasi la metà del valore dell’investimento torna sotto forma di minori imposte nel quinquennio.
Quali beni sono agevolabili tramite l’iperammortamento?
Rientrano nell’agevolazione i beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione digitale e tecnologica (paradigma Industria 4.0), elencati negli Allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026.
Tra i principali:
- Beni materiali: macchine utensili a controllo CNC/PLC, robot e robot collaborativi, sistemi di movimentazione automatizzata (AGV), impianti di magazzino automatizzato, macchine per manifattura additiva.
- Beni immateriali (software): MES (Manufacturing Execution System), software CAD/PLM/PDM, sistemi IoT e cloud per la fabbrica, piattaforme big data analytics, soluzioni di realtà estesa (AR/VR). È una novità rilevante: il software 4.0 — escluso dagli incentivi Transizione 4.0 nel 2025 — rientra pienamente nell’iperammortamento 2026.
Sono inoltre agevolabili impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, inclusi sistemi di accumulo BESS e impianti fotovoltaici conformi ai requisiti tecnici previsti dalla normativa.
La novità di questi giorni: MEF elimina il vincolo “Made in EU”
Questa è la notizia più rilevante degli ultimi giorni. La formulazione originaria della legge imponeva che i beni fossero prodotti nell’UE o nel SEE (vincolo “Made in EU”), escludendo di fatto macchinari provenienti da Asia, USA o altri mercati extra-europei. Il 12 marzo 2026, il MEF ha pubblicato un comunicato stampa ufficiale confermando che un provvedimento legislativo di prossima emanazione eliminerà definitivamente questo vincolo, con effetto atteso retroattivo al 1° gennaio 2026.
Per le imprese che hanno già ordinato o stanno valutando beni di provenienza extra-UE, questo sblocca scenari finora incerti. È prudente però attendere la pubblicazione del decreto-legge in Gazzetta Ufficiale prima di assumere impegni definitivi.
La bozza del decreto è già pronta da gennaio, ma la sua pubblicazione è rimasta bloccata proprio dall’intreccio con la questione del vincolo Made in EU e, sullo sfondo, dalle tensioni geopolitiche globali (dazi USA, riconfigurazione delle catene di fornitura internazionali) che hanno reso politicamente delicata la scelta di agganciare o meno l’incentivo all’origine geografica dei beni.
Come accedere: la procedura in sintesi
La procedura si svolge tramite la piattaforma GSE e prevede tre passaggi:
- comunicazione preventiva (prima degli investimenti);
- comunicazione di conferma entro 60 giorni dall’esito positivo con attestazione del pagamento di almeno il 20% del costo;
- comunicazione di completamento entro il 15 novembre 2028.
A corredo è necessaria una perizia tecnica asseverata (o dichiarazione del legale rappresentante per beni sotto € 300.000) e una certificazione contabile di un revisore legale.
Possiamo aiutarti a massimizzare il beneficio💡
L’iperammortamento è uno strumento potente, ma la sua efficacia dipende dalla corretta pianificazione: è fondamentale sincronizzare l’investimento con il reddito imponibile disponibile (le quote non utilizzate non sono recuperabili in anni successivi), verificare l’idoneità tecnica dei beni, gestire la documentazione probatoria e, in questa fase, monitorare l’evoluzione normativa in tempo reale.
Il nostro team è specializzato in finanza agevolata e segue ogni fase: dalla valutazione preventiva del beneficio fiscale alla gestione della pratica GSE, fino all’assistenza in caso di verifiche.
Contattaci per una consulenza preliminare gratuita e scopri quanto vale, concretamente, la tua prossima decisione di investimento:
Filippo Valenti – Responsabile Area Finanza
Cell 3758987216, anche su WhatsApp – Tel fisso 030. 5356529 interno 1 – Mail agevolata@innovare.it